La musica che unisce, la comunità che risponde, la ricerca che avanza. Con un risultato straordinario, Tuscia in Jazz for SLA chiude il 2025 raggiungendo 60.000 euro complessivi di donazioni a favore del Centro Clinico NeMO di Roma, destinati alla cura e alla ricerca clinica sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica.




Al centro di questo percorso c’è Italo Leali, direttore artistico della manifestazione, che, grazie alla collaborazione di Carlo Galeotti direttore di Tusciaweb, è riuscito a trasformato la propria esperienza personale in forza collettiva capace di mobilitare istituzioni, scuole, associazioni, aziende e cittadini. Nell’ultimo anno l’Associazione Jazz in Italy, ente promotore del progetto, ha realizzato 40 eventi tra concerti gospel, spettacoli jazz e iniziative di sensibilizzazione, coinvolgendo circa 30 Comuni e le principali istituzioni della Tuscia. Un impegno diffuso sul territorio, arricchito anche da una forte dimensione umana, come gli appuntamenti dedicati alla memoria di Luca Pulino, capaci di unire musica, ricordo e vicinanza alle famiglie.
A sottolineare il valore di questo risultato è Marco Rasconi, Presidente dei Centri Clinici NeMO: «Tuscia in Jazz for SLA dimostra come un progetto culturale possa mettere autorevolezza e visibilità al servizio della cura e della ricerca. Per NeMO è un onore esserne beneficiari. Un grazie a Italo Leali e a tutti i volontari che rendono possibile questo percorso».
Il contributo ricevuto dall’Associazione Jazz in Italy sostiene le attività di cura e i progetti di ricerca clinica del Centro Clinico NeMO di Roma, sede di riferimento per il Lazio e tra i presidi autorizzati alle sperimentazioni sulle nuove terapie per la SLA, attivo dal 2015 presso il Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli. «Grazie a questa donazione possiamo dare continuità concreta ai progetti di cura e di ricerca attivi – spiega Daniela Bernardo, neurologa del Centro – In particolare, il contributo sostiene l’analisi di campioni biologici finalizzata ad una migliore comprensione dei meccanismi patogenetici, ad individuare potenziali nuovi target terapeutici e al rafforzamento della presa in carico respiratoria, un ambito cruciale per il mantenimento della qualità di vita delle persone con SLA.»
Tuscia in Jazz for SLA cresce come esempio virtuoso di come qualità artistica e impegno sociale possano generare un impatto concreto a sostegno della ricerca e delle persone con SLA. L’avvio del 2026 segna un nuovo traguardo, con il riconoscimento e il sostegno del Ministero della Cultura.
A commentare il valore dell’iniziativa è Italo Leali, direttore artistico del festival: «Il riconoscimento del Ministero della Cultura è per noi un risultato di grande valore, non solo per il sostegno economico ma per il significato che porta con sé. Da oltre venticinque anni portiamo il grande jazz internazionale nella Tuscia e, con Tuscia in Jazz for SLA, abbiamo scelto di affiancare la musica al sostegno del Centro Clinico NeMO, punto di riferimento impareggiabile per me e per molte persone che vivono la SLA. Ogni passo in avanti è nuova sfida che affrontiamo con responsabilità, energia e gratitudine verso chi continua a crederci».
Uno slancio che guarda alla nuova edizione come a un’occasione concreta di speranza e sostegno, capace di trasformare la musica in aiuto reale per la ricerca, la cura e la qualità di vita di molte persone.
